Ora questo concetto di "ricominciare a sudare" che, detto anche in altri modi è ricorrente in questo periodo (spesso lo usano anche Monti ed esponenti del suo governo) è sbagliatissimo e fornisce un alibi che definirei generazionale. L'alibi dei Dirigenti di oggi che spesso sono alle sogli della pensione o che sono già in pensione (vedi il gerontocomio che abbiamo al governo) e che scaricano sulla "presunta mancanza di volontà dei giovani" le ragioni della crisi.
Io mi sono occupato per 25 anni di formazione, e credo di conoscere i nostri giovani. Non è un problema di voglia di fare, o di impegno del singolo. Anzi è proprio il contrario. La mia generazione e ancor più quella dei "nonni" al governo deve creare i presupposti per permettere ai giovani di esplicare tutta la loro forza di innovare e la loro volontà di creare il nuovo.
Il problema è che bisogna:
- creare nuovi prodotti
- migliorare sostanzialemente i prodotti esistenti
- migliorare la produttività complessiva del sistema.
Quello che voglio dire è che è "l'intelligenza" a fare la differenza, "l'intelligenza del sistema" che nel suo complesso è capace di produrre manufatti che altri pur sudando il doppio o il triplo non sono attualmente in grado di costruire.
Se al contrario pensiamo di fare la concorrenza sul prezzo o sulla quantità di lavoro (sudore) prepariamo i nostri figli a percepire gli stessi salari dei cinesi. La concorrenza sulla quantità di lavoro in un mondo globale con miliardi di persone che offrono la loro disponibilità pur non percependo indennità di malattia o pensione è la scelta perdente.
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