martedì 22 luglio 2014

La BRI lancia il segnale d'allarme

La BRI, Banca dei Regolamenti Internazionali (nella colonna di  destra trovate il link) mette in evidenza che la situazione complessiva sta tornando agli stessi livelli del 2007. In particolare il debito/credito privato e la leva finanziaria sono molto alti in moltissimi paesi. E' un monito molto importante perchè la BRI è la banca delle banche avendo la possibilità di controllare tutti i flussi interbancari mondiali.

Jaine Caruana - BRI 

Il link all'articolo del Telegraph

Da leggere e soprattutto studiare i grafici.

venerdì 2 maggio 2014

Come funziona l'economia.

Quello che tutti dovrebbero sapere sul funzionamento dell'Economia: imprenditori, investitori, politici e intellettuali. Prendetevi 30 minuti e seguite questo video fatto da Ray  Dalio, uno dei gestori di fondi che ha guadagnato di più nell'ultimo decennio.


Per chi vuole l'Italiano, è sufficiente andare sulla barra in basso a destra, scegliere options e poi cliccare su Italiano e avrete tutti i sotto titoli.

Chi è Ray Dalio:
Dopo aver completato la sua formazione, Dalio ha lavorato sul flor del New York Stock Exchange e investito in futures su materie prime. [ 6 ] In seguito ha lavorato come direttore della Commodities presso Dominick & Dominick LLC . [ 7 ] Nel 1974, divenne un trader di future presso Shearson Hayden pietra . [ 6 ] Nel 1975, ha fondato la Westport, Connecticut società di gestione degli investimenti con sede, Bridgewater Associates che nel 2012 divenne il più grande hedge fund del mondo, con quasi $ 120 miliardi di asset in gestione . [ 6 ]
Nel 2007, Ray Dalio ha predetto la crisi finanziaria globale , [ 8 ] e nel 2008 ha pubblicato un saggio, "come funziona  la macchina economica; Un modello per capire cosa sta accadendo ora", [ 9 ] , che ha spiegato il suo modello per la crisi economica. Si è auto-pubblicato un volume di 123 pagine intitolato Principi, nel 2011, che ha delineato la sua logica e la filosofia personale per investimenti e gestione aziendale basata su una vita di osservazione, analisi e applicazione pratica attraverso il suo hedge fund. [ 10 [ 11 [ 12 ] Nel 2013 Dalio cominciato a condividere i suoi "segreti di investimento" e teorie economiche su You Tube con un video di 30 minuti d'animazione, chiamato come funziona la macchina economica . [ 13 ]

lunedì 7 aprile 2014

Un vecchio libro ristampato da Rizzoli. Lo dovrebbero leggere tutti i politici italiani e UE prima di parlare di economia.


Scritto dal grande J K Galbraith offre la storia del 29 e soprattutto di come Gli Stati Uniti ne uscirono.

Lo consiglio a Renzi come lettura serale. E' un consiglio saggio.

Galbraith lo scrisse nel 1975 e quindi non ha nessun collegamento ne con la politica di oggi, ne con le storie italiche eppure è di una attualità sconcertante ed offre moltissime indicazioni su come risolvere l'attuale crisi. L'ho letto nell'Agosto 2013 appena ristampato da Rizzoli. E' facile trovarlo.

Dico questo perchè nel 2014 non è possibili continuare in Europa  a ripercorrere gli stessi errori che portarono gli USA alla più grande crisi della loro storia e portarono la Germania ad avere 6 Milioni di disoccupati che agevolarono l'ascesa di Hitler.

RAZZA DI IGNORANTI VOLETE APRIRE GLI OCCHI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI !





martedì 25 marzo 2014

Il Piano Funk. il concetto di Moneta Comune in Europa era già stato elaborato da Hitler nel 40.

Walter Funk prima Governatore
della Banca Centrale e poi
Ministro dell'Economia del III Reich
Un amico mi ha riproposto un artico molto circostanziato elaborato da Antonio Rinaldi che ricorda tutti i passaggi del "Piano Funk" dal nome del Ministro dell'economia Tedesco del 1940. Anche allora si era sviluppata l'idea di introdurre in Europa una unica moneta scollegata dal Gold Standard e dominata dall'economia germanica. Da leggere con cura.

Il trionfo della Le Pen: la UE a guida tedesca sta sbagliando tutto.

Il trionfo della Le Pen in Francia non è il trionfo della destra, ma un messaggio fortissimo alla UE dei burocrati. Burocrati che per lo più sono anche dei grandissimi ignoranti in quanto non hanno mai studiato la storia del '29 ne la storia della salita al potere di Hitler in Germania (la grande inflazione in Germania avvenne nel 23, poi ci fu una manovra lacrime e sangue che portò ad avere 6 milioni di disoccupati in Germania su cui Hitler costruì il suo successo. Hitler andò al potere nel 33 al culmine di una grandissima recessione economica imposta dalla "Troika di allora". Vogliamo rifare lo stesso errore?  

mercoledì 12 marzo 2014

Senza stipendio da mesi, ma con il cuore e l'esempio di un grande allenatore raggiungono risultati incredibili.

Quello che manca a chi dirige l'Italia e l'Europa è il cuore. Quando si è in una crisi profondissima come la nostra la differenza la fanno le persone che hanno la forza di "buttare il cuore oltre l'ostacolo". Quando si ha questo coraggio le persone ti seguono, e allora si possono raggiungere risultati incredibili, ma non è sufficiente indicare la strada, bisogna mettersi in gioco e dimostrare con le proprie azioni che ci si crede.Ecco in seguito un esempio emblematico che unisce persone vere, economia e sport.

mercoledì 12 febbraio 2014

Non è l'Euro il problema, ma le politiche UE

Molti amici mi chiedono di chiarire il grafico sotto la testata del blog.       In due parole:
  1. il problema non è l'Euro che, se gestito correttamente, può essere la seconda moneta del pianeta e portare grandi vantaggi.
  2. sono le politiche UE, entrate in vigore con l'Euro che sono tutte favorevoli alla Germania e sfavorevoli a paesi come Italia e Spagna, che devono essere cambiate.
Io sono un grande fautore dell'Europa, ma in Europa dobbiamo trattare duramente per far valere i nostri diritti.   I diritti di un grande paese. 

domenica 19 gennaio 2014

Gli Stati Uniti nel 1929/30 erano un paese distrutto eppure poco dopo diventarono la prima potenza del mondo. Qual'era l'errore?

C'è un esempio semplice che fa capire come gli errori sulla politica macroeconomica (Credito e Moneta) possono distruggere anche un'economia fortissima e potenzialmente eccezionale. Basta ricordare come erano gli USA nel 1929/30: erano alla fame completa, con oltre il 25% di disoccupati, centinaia di banche fallite e migliaia di aziende chiuse, comprese quelle agricole. 
Gli americani degli anni 30 non erano un paese da disprezzare e infatti, cambiando la politica macroeconomica sono diventati l'economia più forte del mondo. Eppure negli anni 30 parlavano anche loro di sfascio senza fine, di paese senza speranza etc..... esattamente come noi parliamo dell'Italia di oggi. 

Bisogna capire due concetti:  
  1. L'italia è ancora un grande paese 
  2. La gestione errata per 20 anni della politica monetaria e del credito può uccidere chiunque. Come ha ucciso gli Stati Uniti negli anni 30, allo stesso modo distrugge l'Italia e l'Europa oggi.
Bisogna cambiare la politica macroeconomica. Bisogna cambiarla prima che sia troppo tardi.

Bisogna cambiare la politica monetaria e del credito altrimenti non potremo assicurare nessun futuro ai giovani di tutta Europa.

domenica 29 dicembre 2013

Chiacchiere da Bar Sport: peccato che l'Economia non sia il Calcio

Una constatazione amara: la stragrande parte delle persone, anche quelle laureate (forse soprattutto quelle laureate) parla di economia con la stessa superficialità con la quale si parla di calcio al bar. Si legge qualche articolo di giornale, qualche dato qua e là e poi si pontifica. Se uno è di destra dà la colpa al sindacato, se di sinistra alla rendita e si chiede la patrimoniale. Tutti sia di destra che di sinistra addosso alla spesa pubblica e alla corruzione.
Che immense banalità!
Cito a memoria: negli ultimi 20 anni la tassazione sulla rendita finanziaria è passata da 0 poi al 12,5 poi al 20 e oggi al 22% poi i bolli e la Tobin Tax e tutto il resto per non parlare di IMU, coefficienti catastali quadrupicati. Il risultato: mercato finanziario tra i più asfittici del mondo e investitori che scappano a gambe levate, mercato immobiliare in crollo con tutto il corollario di disoccupazione e chiusure di aziende.
Per quanto riguarda la flessibilità del lavoro..... Abbiamo già una miriade di contratti che permettono di mantenere la flessibilità per i nuovi assunti per anni, io stesso li ho applicati. Il sindacato oggi è molto meno forte che 20 anni fa. E vogliamo parlare della legge sull'aumento dell'età pensionabile.....è la più rigorosa d'Europa. Eppure l'occupazione è in crollo verticale.
Spesa Pubblica: il Saldo Primario dell'Italia dal 93 ad oggi è stato di 740 Miliardi. Si proprio così, 20 anni di saldo primario dal 93 ad oggi escluso l'anno orribilis del 2009. Nessun paese in Europa ha saputo far meglio. (lo spiego per i non addetti ai lavori: il saldo primario è la differenza tra entrate dello stato (tasse) e tutte le uscite dello stato (amministrazione, sanità, esercito, scuola, giustizia, investimenti etc) escluso gli interessi. Quindi la spesa pubblica è stata costantemente ridotta per 20 anni con veri e propri crolli per la scuola o per la difesa. Il taglio alla spesa per la politica (1MLD) proposto da Renzi se applicato ridurrebbe la spesa pubblica annuale del 0.12%
Così non se ne esce.

martedì 24 dicembre 2013

Santo Natale

La luce dell'arte, la maestria di un pittore reggiano, il senso del bello: 
l'uomo se volge lo sguardo verso l'alto può realizzare grandi cose.
Natività - Antonio Allegri detto Il Correggio
Buon Natale

martedì 17 dicembre 2013

La priorità è sempre la stessa: bisogna cambiare la politica economica UE. Tutto il resto sono chiacchiere!

Questa settimana Renzi ha conquistato la scena. tutti ne parlano, tutti lo lodano, moltissimi si accodano. Complimenti sinceri al nuovo segretario del PD.
Ma nulla di sostanziale è cambiato per l'Italia e gli Italiani. Il vero macigno che ci trascina negli abissi è Bruxelles. Per riavviare lo sviluppo in Italia e ridare un futuro ai nostri giovani le cose da fare in estrema sintesi sono le seguenti:
- Cambiare lo statuto della BCE e riscriverle la sua mission rendendola simile alla FED degli Stati Uniti
- Cambiare i parametri del trattato di Maastricht e rendere possibili prolungate manovre espansive
- Rivedere completamente la politica UE in termini di import export verso Cina, India e altri paesi (chiedendo con forza strumenti bilaterali che permettano un riequilibrio delle nostre bilance commerciali).

La riduzione dei costi della politica proposto da Renzi (1 MLD) è lo 0,12% della nostra spesa pubblica. oppure è lo 1,17% della nostra spesa per interessi sul debito.
Intendiamoci, è giustissimo azzerare le Province e ridurre gli enti, ma se non affrontiamo i nodi veri la ripresa sarà solo una chimera.

Per affrontare i nodi della politica UE  i passaggi sono chiarissimi:

  1. Proporre alleanze a Spagna, Francia e altri paesi per trattare da un punto di forza con la Germania un cambiamento sostanziale dei trattati UE (minacciando la nostra uscita dall'Euro)
  2. Per rendere credibile la minaccia bisogna preparare (in segreto e insieme a Bankitalia) tutte le azioni per essere pronti a pilotare l'uscita dall'Euro (rete di salvataggio per le banche, chiarezza su tutti i passaggi da attuare nelle ore successive all'uscita..... un vero e proprio piano B preciso e definito nei minimi particolari) 
  3. Un patto di non belligeranza tra le maggiori forze politiche italiane (questo è essenziale, perchè dall'estero continueranno a far di tutto per indebolire la leadership italiana facendo leva sulle nostre divisioni interne) 
Senza di questo anche Renzi, come Ciampi, Prodi, Berlusconi, Dini,  Amato, D'Alema, Monti e Letta  si impantanerà nel disatro annunciato dell'Italia. Vorrei ricordare che il problema Italico non è il governo (dal 1993 abbiamo avuto 8 diversi presidenti del Consiglio, e il Centro Sinistra da solo o dentro governi istituzionali ha governato l'Italia per 3629 giorni, mentre Berlusconi ha governato solo, con il PDL o con la Lega Nord per 3292 giorni.
Quindi negli ultimi 20 anni abbiamo avuto 52,5% del tempo di governi gestiti con premier del CSX (Prodi, Amato, D'Alema., Letta) o con il CSX che sosteneva Governi del Presidente (Ciampi, Dini, Monti) e 47,5% del tempo con Governi di Berlusconi. 
Non mi sembra che ci sia stato una differenza sostanziale nei risultati macro delle  politiche economiche dei due poli. Tutti appena arrivavano al potere promettevano grandi cambiamenti, e novità. Così Berlusconi, così Bossi, e allo stesso modo il PDS/Ulivo di Prodi. Abbiamo avuto partiti completamente nuovi che prima non esistevano (Forza Italia, Lega, IDV, 5Stelle, Sel), o profondamente rinnovati PCI/PDS/PD (altri partiti storici sono completamente spariti DC, PSI, PRI, PLI, AN) 
Non si può dire che la politica sia stata statica negli ultimi 20 anni, ma se andiamo a comparare l'andamento nel lungo termine della nostra produzione industriale vediamo che sostanzialmente è sempre cresciuta fino all'entrata nello SME, poi è cominciata a decrescere. 
Abbiamo ripreso a crescere al momento della uscita dallo SME (1993) e la Produzione industriale è cresciuta fino all'entrata nell'Euro (2000), poi il disastro, all'inizio strisciante ( anche perchè nei primi anni l'Euro si svalutò verso il dollaro) poi dirompente dopo la crisi del 2007/2009. Con un calo della produzione industriale di oltre il 25%. Tassi di decrescita visti solo in tempo di guerra. Nello stesso tempo la produzione industriale tedesca esplodeva. 
Ora possiamo perpetrare il giochino televisivo del partito nuovo o del leader nuovo approfittando del fatto che la maggior parte della popolazione non ha memoria storica e tanto meno mette in relazione l'Economia con la storia. Quindi possiamo raccontare la favola dell'evasione fiscale  o dei costi della politica e spingere il malcontento verso questi obiettivi e su questo far leva, ma il gioco durerà poco (l'evasione c'era anche prima del 2.000 e lo stesso si può sostanzialmente dire per i costi della politica). Certo è doveroso ridurli e migliorare il sistema, ma questo dal punto di vista macroeconomico darà contributi quasi nulli all'economia (al massimo contribuirà ad un riequilibrio interno dei redditi). 
Con la caduta del muro i grandi ingranaggi della storia si sono rimessi in moto. Ora la nostra politica economica non dipende più da noi ma da un gruppo di burocrati che prendono ordini da Berlino. Il vero spread che dovremmo studiare è l'indice della Produzione Industriale e il divario crescente con quella tedesca. La politica UE/BCE indipendentemente dai diversi governi italiani sta progressivamente distruggendo il nostro sistema industriale (agricoltura e servizi compresi) a vantaggio di quello tedesco. Gli indicatori storici sono evidentissimi e la crisi è tutt'altro che finita, stiamo assistendo in questi giorni a una timida stabilizzazione in attesa di ulteriori cali. 
L'unica vera exit stategy per lo sviluppo parte dalla consapevolezza che l'Italia è ancora un grande paese e i leader italiani devono ricominciare a far valere le nostre ragioni a livello internazionale con le opportune alleanze. Obiettivo è rinegoziare i trattati UE, Tutto il resto sono chiacchiere di breve durata.


lunedì 9 dicembre 2013

La protesta degli autotrasportatori: se non violenta è assolutamente legittima

L'Italia sta vivendo una crisi epocale, ben lontana dalla sua fine. In questi anni i sindacati ufficiali, molto attenti alla politica e poco alle dinamiche reali del mondo del lavoro, hanno perso quote di aderenti sempre maggiori.
Per questo bisogna seguire con attenzione la protesta di oggi degli autotrasportatori e del mondo agricolo. Bollarla come una protesta di violenti o peggio di infiltrati mafiosi sarebbe sbagliatissimo. La condanna per la violenza di qualche gruppuscolo è totale, ma i problemi che la protesta fa emergere sono reali.
A questi problemi va data una risposta concreta.


venerdì 29 novembre 2013

Papa Francesco: Il denaro deve servire e non governare!


Qui il testo integrale  

ESORTAZIONE APOSTOLICA
EVANGELII GAUDIUM
DEL SANTO PADREFRANCESCO


I punti che toccano la finanza:



No alla nuova idolatria del denaro 

55. Una delle cause di questa situazione si trova nella relazione che abbiamo stabilito con il denaro, poiché accettiamo pacificamente il suo predomino su di noi e sulle nostre società. La crisi finanziaria che attraversiamo ci fa dimenticare che alla sua origine vi è una profonda crisi antropologica: la negazione del primato dell’essere umano! Abbiamo creato nuovi idoli. L’adorazione dell’antico vitello d’oro (cfr Es 32,1-35) ha trovato una nuova e spietata versione nel feticismo del denaro e nella dittatura di una economia senza volto e senza uno scopo veramente umano. La crisi mondiale che investe la finanza e l’economia manifesta i propri squilibri e, soprattutto, la grave mancanza di un orientamento antropologico che riduce l’essere umano ad uno solo dei suoi bisogni: il consumo.

56. Mentre i guadagni di pochi crescono esponenzialmente, quelli della maggioranza si collocano sempre più distanti dal benessere di questa minoranza felice. Tale squilibrio procede da ideologie che difendono l’autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria. Perciò negano il diritto di controllo degli Stati, incaricati di vigilare per la tutela del bene comune. Si instaura una nuova tirannia invisibile, a volte virtuale, che impone, in modo unilaterale e implacabile, le sue leggi e le sue regole. Inoltre, il debito e i suoi interessi allontanano i Paesi dalle possibilità praticabili della loro economia e i cittadini dal loro reale potere d’acquisto. A tutto ciò si aggiunge una corruzione ramificata e un’evasione fiscale egoista, che hanno assunto dimensioni mondiali. La brama del potere e dell’avere non conosce limiti. In questo sistema, che tende a fagocitare tutto al fine di accrescere i benefici, qualunque cosa che sia fragile, come l’ambiente, rimane indifesa rispetto agli interessi del mercato divinizzato, trasformati in regola assoluta.

No a un denaro che governa invece di servire

57. Dietro questo atteggiamento si nascondono il rifiuto dell’etica e il rifiuto di Dio. All’etica si guarda di solito con un certo disprezzo beffardo. La si considera controproducente, troppo umana, perché relativizza il denaro e il potere. La si avverte come una minaccia, poiché condanna la manipolazione e la degradazione della persona. In definitiva, l’etica rimanda a un Dio che attende una risposta impegnativa, che si pone al di fuori delle categorie del mercato. Per queste, se assolutizzate, Dio è incontrollabile, non manipolabile, persino pericoloso, in quanto chiama l’essere umano alla sua piena realizzazione e all’indipendenza da qualunque tipo di schiavitù. L’etica – un’etica non ideologizzata – consente di creare un equilibrio e un ordine sociale più umano. In tal senso, esorto gli esperti finanziari e i governanti dei vari Paesi a considerare le parole di un saggio dell’antichità;Non condividere i propri beni con i poveri significa derubarli e privarli della vita. I beni che possediamo non sono nostri, ma loro;».[55]


58. Una riforma finanziaria che non ignori l’etica richiederebbe un vigoroso cambio di atteggiamento da parte dei dirigenti politici, che esorto ad affrontare questa sfida con determinazione e con lungimiranza, senza ignorare, naturalmente, la specificità di ogni contesto. Il denaro deve servire e non governare! Il Papa ama tutti, ricchi e poveri, ma ha l’obbligo, in nome di Cristo, di ricordare che i ricchi devono aiutare i poveri, rispettarli e promuoverli. Vi esorto alla solidarietà disinteressata e ad un ritorno dell’economia e della finanza ad un’etica in favore dell’essere umano.

Personalmente concordo: è necessaria una  profonda riflessione sia sull'economia che sulla finanza. 
A chi si occupa di economia spetta l'onere di rendere concreta l'esortazione del Papa.
In due articoli precedenti ho provato ha trasformare in agire economico ciò che la chiesa dice da 2.000 anni: 

Sono convinto che sia estremamente necessario provare a tradurre in azioni economiche e legislative concrete l'esortazione del Papa, per dimostrare che le sue parole sono veramente realizzabili. 

Zapatero: La Merkel fece pressing su Italia e Spagna per assoggettarli al FMI

(Cannonate ad alzo zero altro che "nuovo mondo e nuove idee come indicato sotto il logo del G20)
La Reuters ha pubblicato alcune anticipazioni del libro di Zapatero nei quali viene fatta la ricostruzione del Summit G20 di Cannes del Novembre 2011. I fatti riportati da Zapatero sono inquietanti e rivelano:

Sorrisi di circostanza mentre lo scontro è in atto

  1. L'uso tattico che alcuni leader europei (Merkel e Sarkozi) insieme ad Obama hanno fatto della crisi dei mercati per porre sotto tutela del FMI grandi paesi come Spagna e Italia
  2. la assoluta mancanza di visione di lungo termine della leaderschip tedesca . La Germania è da troppo tempo tutta orientata ad acquisire vantaggi di breve termine, ma ha smarrito completamente la visione complessiva dello sviluppodi tutta l'Europa.
  3. le ingerenze terribili della Merkel sulla politica interna di paesi amici. 

venerdì 22 novembre 2013

Reggiane: dal passato il futuro dei giovani di Reggio

(Pubblicato su IL Resto del Carlino)

Le gru costruite dalle Reggiane (7000 T. di Portata ciacuna) che equipaggiano la nave officina Micoperi/SAIPEN
La priorità, per quelli della mia generazione, è dare un futuro ai nostri giovani. Creare le opportunità di lavoro perché possano realizzare le loro aspirazioni personali e sociali.  L’occasione della mostra sulle Reggiane, realizzata  in uno dei vecchi padiglioni della storica officina, ci stimola a riflettere sulla nostra storia industriale per cogliere qualche spunto per il futuro della nostra città.
La storia delle Reggiane si è intrecciata per oltre 100 anni con l’evoluzione economica di Reggio. Qui vorremmo evidenziare l’importanza dell’azienda come motore: 
1) di innovazione,
2) di sviluppo dell’imprenditorialità diffusa.
L’innovazione
Negli anni 30 e 40 le Reggiane producevano aerei che, all’epoca, erano all’avanguardia mondiale sia per l’aerodinamica che per la parte motoristica. Nel dopoguerra le Reggiane si specializzarono nella costruzione di grandi impianti quali i dissalatori e le gru portuali. Anche nel campo delle gru, Reggiane raggiunse eccellenze mondiali. Ricordiamo qui le gru porta-container che anche oggi  operano in tutti i porti italiani e che allora vennero esportate persino in Germania, nel grande porto di Amburgo. Eccellenze da guiness dei primati, visto che le gru più grandi del mondo che oggi equipaggiano la nave officina Micoperi/Saipem 7000 sono state interamente progettate e realizzate dalle Reggiane. Negli anni 80, solo il settore progettazione-ricerca-sviluppo  occupava oltre 70 persone. Tutti tecnici e ingegneri di primissimo livello.
Scuola di impresa
I reggiani sono imprenditori nati, ma la voglia di rischiare e di mettersi in gioco non basta, servono conoscenze di prodotti e materiali, capacità di progettazione e di produzione. Nel dopoguerra molti tecnici e operai che avevano appreso nella grande impresa le tecniche per costruire motori e componenti meccaniche, si misero in proprio fondando imprese che poi ebbero successo e su cui si fondò negli anni 60 e 70 il grande sviluppo economico di Reggio.  Alcune di queste aziende e i loro imprenditori/fondatori sono oggi leader a livello nazionale e mondiale e ora occupano nella nostra città migliaia di dipendenti.


Qual è l’insegnamento che si può trarre dalla grande storia delle Reggiane e dall’osmosi tra la grande azienda, le persone e la società civile reggiana?
Lo sviluppo economico è legato alla presenza sul territorio di grandi aziende che lavorano e competono a livello internazionale.
L’innovazione necessita di investimenti importanti. Solo dimensioni significative permettono di mantenere nel tempo uffici studi e progettazione, centri di ricerca precompetitiva e ricerca applicata con decine o centinaia di persone impiegate stabilmente a progettare il nuovo.
Le imprese che occupano centinaia (o migliaia)  di persone di cui una grande percentuale sono tecnici molto preparati creano le basi per una diffusione su ampia scala delle conoscenze tecnologiche e di marketing.

Tutto questo è il terreno in cui nascono gli spin-off aziendali: dipendenti delle grandi imprese che decidono di mettersi in proprio, che a loro volta creano aziende e occupazione. Così nascono i distretti economici che sono la base della ricchezza tipicamente emiliana.
Basta parlare del passato. Reggio ha le potenzialità per guardare al futuro. Abbiamo ottime scuole,  e università e una percentuale elevatissima dei nostri giovani sono diplomati e laureati. Molti di loro hanno partecipato ai programmi Erasmus e Leonado da Vinci ed hanno fatto lunghi soggiorni all’estero. Parlano inglese e conoscono la cultura di altri paesi.  Nell’economia del 2000 le competenze delle persone sono più importanti delle riserve di petrolio o delle miniere di ferro e carbone. Avere giovani aperti al mondo, è la base per sviluppare prodotti e per un marketing di successo.

Cosa deve fare Reggio?
-          Valorizzare le grandi imprese già presenti e attirare qui altre imprese internazionali .
-          Favorire lo sviluppo e l’insediamento di imprese ad alto valore aggiunto che desiderino collocare a Reggio il loro “cervello”, i centri di ricerca e sviluppo, gli uffici marketing, i sistemi informativi.

Come farlo:
-          Sviluppando una “cultura” amica delle imprese, con zero burocrazia, con incentivi concreti per l’insediamento di nuove imprese o l’ampliamento di quelle esistenti, con piani regolatori incentivanti, con un sistema del credito che favorisca chi si radica sul territorio, con le parti sociali che collaborino per aumentare in tutti i modi la produttività dell’intero sistema.

Dobbiamo lavorare per mantenere qui i nostri giovani, le loro competenze e la loro voglia di innovare. Questa è la sfida. L’obiettivo è realizzare a Reggio “5 Nuove Reggiane” e dar vita a 5 nuovi distretti e 200 piccole imprese.

Per farlo però bisognerà osare.

(continua)

La nave Officina Saipen 7000 con le due Gru da 7000 t. ciascuna,
realizzate da Officine Reggiane


NOTA PERSONALE: al termine dell'articolo sul Resto del Carlino vengo definito "Economista". E' un refuso, io avevo chiesto semplicemente di essere citato come curatore delBlog "CREARE SVILUPPO". Non sono un economista nè intendo in alcun modo darlo a pensare, fra l'altro non amo la categoria degli economisti ufficiali che spesso hanno cavalcato teorie errate e del tutto contrarie alla maggioranza delle imprese e dei cittadini italiani. Il mio profilo è quello che appare sulla sinistra del blog e il mio CV ufficiale si trova su Linkedin. 

Bisogna ascoltare le donne che fanno impresa: passione per il lavoro e rabbia per un sistema che non aiuta

Ho incontrato una imprenditrice vera, appassionata del suo lavoro e appassionata dell'Italia, innamorata della sua squadra/azienda e con tante esperienze nel sociale e a livello associativo. Mi ha trasmesso tutta la capacità unica degli italiani per fare impresa, ma anche tutta la rabbia che nutre chi lavora veramente verso un sistema italia che, non solo non capisce, ma fa di tutto per ostacolare chi crea occupazione e reddito.
 Alla fine l'idea complessiva scaturita dalle sue parole è semplice:  fra poco questo sistema politico istituzionale sarà spazzato via!
Perchè la crisi è durissima e ogni giorno ci sono imprese che muoiono e nuovi disoccupati.
Attenti cari politici di professione (compresi quelli nelle associazioni di categoria) a forza di non ascoltare chi lavora si rischia un cambiamento epocale.

martedì 19 novembre 2013

Per anni Il debito della Germania e della Francia è cresciuto molto più di quello Italiano, quello della GB è esploso, eppure i loro tassi di interesse non sono aumentati: ecco il perchè!

Ripubblico l'articolo scritto esattamente un anno fa. Sostanzialemente non è cambiato nulla. Se i nostri media mettessero i numeri (anche aggiornandoli)  capiremmo che bisogna cambiare politica, non fare qualche nuova tassa e qualche piccolo aggiustamento.

(Pubblicato la prima volta il 26 Novembre 2012)

Il Debito della Germania e della Francia è cresciuto molto più di quello Italiano, quello della GB è esploso, eppure i loro tassi di interesse non sono aumentati: ecco il perchè!



Ancora una serie di dati oggettivi per ragionare: abbiamo importato alcuni dati da Eurostat per evidenziare l'andamento del debito in alcuni paesi UE. Le sorprese sono moltissime. Analizziamo le cifre:
La Germania nel 1995 aveva un debito pari al 55,6% del PIL (sotto il famoso parametro di Mastrict del 60%). Già nel 2007 (prima della grande crisi) il suo debito era cresciuto al 65,2% e nel 2011 è arrivato a 80,5. Un aumento del 44,2% in 16 anni. 

La Francia ha aumentato il proprio debito del 54,9% in 16 anni (vedi dati in tabella). E quelle cicale spendaccione dell'Italia. Sorpresa il nostro debito è stabile (-0,2%) e addirittura nel 2007 era a 103,3  -17% rispetto al 1995.  Incredibile vero, se andiamo a vedere il debito dell'Italia negli ultimi 16 anni vediamo che è stabile e addirittura che prima della crisi mondiale "subprime" stava calando mentre il debito di Germania e Francia stava salendo anche prima della crisi.

Nel Grafico sotto potete vedere il tasso di Interesse dei paesi UE. Qui si racchiude il nocciolo del problema. L'Italia sul suo debito paga oltre il 5%  la Germania è attorno all'1%. Ora in economia contano i trend, e i tassi di interesse scontano il futuro, ebbene normalmente avremmo dovuto avere un aumento dei tassi in Germania, visto che il trend è negativo (il loro debito è fortemente aumentato) e una sostanziale stabilità dei tassi Italiani (rispetto al 1995) ma non è stato così. I nostri si sono impennati, quelli tedeschi sono stabili o in riduzione.
Ma è ancora più incredibile la dinamica dei tassi Inglesi, come vedete il debito publico GB è esploso, raddoppiando dal 2007 ad oggi. Ma il costo del suo debito è rimasto bassisimo. Apparentemente incredibile? La spegazione è invece semplicissima: La Boe stampa moneta, in altre parole la Bank Of England interviene sul mercato comprando i bond emessi dal governo inglese. Questo ha permesso alla GB di mantenere stabile o addirittura ridurre il costo del debito. La BCE non può farlo per statuto! Così noi corriamo irreversibilmente verso il Baratro!


I mercati attaccano il paese che non ha difese. La BCE è il nostro esercito, l'Italia è sotto attacco, ma il nostro esercito sta a Francoforte e si guarda bene dell'intervenire e così alle grandi banche d'affari internazionali non pare vero di depredare l'Italia. Se questa vi pare una unione?

(Un piccolo addendum scitto oggi) E' evidente che oggi i grafici andrebbero aggiornati e che il debito pubblico italano in proporzione al PIL è aumentato molto arrivando al 133% del PIL. Ma questo non fa che confermare a posteriori quanto da noi affermato, perchè se con maggiori tasse. se con una grande austerity, se con un saldo primario attivo, l'Italia peggiora, è evidente che la politica applicata è stata sbagliatissima e che continuarla ad applicare ucciderà il paziente. Il problema numero uno sono i tassi di interesse e il costo del debito e per risolverlo è necessaria una Banca Centrale che possa intervenire sui mercati in maniera uguale a ciò che fa la FED la BOE e la Banca del Giappone. Tutto il resto sono chiacchiere di retroguardia.

venerdì 15 novembre 2013

Mosler: video dell'audizione alla Commissione Finanza.

Mosler, ieri, ha avuto una audizione alla Commissione Finanze della Camera.  L'audizione rende evidente il pressapochismo dei politici Italiani: (qui il link alla versione integrale)L'audizione era stata mal preparata, gli onorevoli si aspettavano un discorso, Mosler si aspettava domande, le domande erano da pressapochisti (tranne alcuni casi) e si capiva dalla deconcentrazione dei deputati presenti che continuavano a smanettare sui loro IPHONE come degli adolescenti, che l'interesse era molto ridotto. In più c'era una traduzione pessima,(anche qui si capisce che l'interprete non aveva studiato il micro linguaggio della finanza)veramente pessima, che faceva apparire Mosler come un sempliciotto venuto lì ad illustrare teorie da sognatore. E' evidente che serviva molto più tempo, erano necessari numeri e grafici di supporto che potessero dimostrare quanto Mosler diceva e soprattutto, era necessaria da parte dei deputati presenti, una preparazione approfondita. Chi vuole guardi il video e si renderà conto del motivo vero per cui l'Italia dal punto di visata finanziario verrà sempre depredata. Chi sta in parlamento è spesso (qualche eccezione esiste) un pressapochista con poca o nulla preparazione sulle materie su cui si trova a legiferare. Che tristezza.

giovedì 14 novembre 2013

Mosler su RAI 3: è la politica economica della UE la colpevole della crisi.

Mosler finalmente viene richiamato in TV

Questo è il link al video http://www.youtube.com/watch?v=ic6eDmeENLU

Ovviamente Il commentatore ha fatto un sacco di inesattezze. Mosler non è un professore universitario è un grande gestore di fondi edge. Per intenderci, è uno che nella sua vita ha sempre guadagnato, e il fatto che ha sempre guadagnato è la prova che capisce l'economia, perchè non si guadagnano migliardi di dollari con continuità per anni se non si capisce l'economia. Poi con una parte dei soldi guadagnati ha fondato un dipartimento universitario che studia l'economia. Ma questo non importa, e non importano nemmeno le domande banali e quasi stupide del commentatore. La cosa importante è che finalmente si cominci a parlare anche sui media del vero problema: la crisi dipende dall'enorme errore del trattato di Maastricht e dai vincoli assurdi della UE.

LENR: l'Italia perde l'ennesima occasione.



Foto del reattore incandescente
sperimentato da Rossi
Riporto sotto la frase apparsa sul Blog "COBRAF" a firma Cures (nickname che cela uno dei pochi testimoni degli esperimenti di Andrea Rossi sulla cosiddetta fusione fredda o LENR).
Pura saggezza, ma in Italia le cose sagge sono troppo normali per essere prese in considerazione.




"Certo che è significativo che i quattro gatti che lavorano sulle LERN in italia (rigorosamente minuscolo) si trovino al vertice dei risultati mondiali e, invece di avere un sistema-paese che li sostenga sulla base dei risultati, vengano invece spernacchiati e offesi o usati come clava accademica per bastonare gli avversari
L’importanza strategica dell’argomento è talmente elevata che il gioco lo devi andare a vedere per forza prima di cassare il tutto come una bufala. Cosa che fanno in altri lidi enti pubblici e grosse ditte private. A certe ditte basterebbe risparmiare sul caffè del bar interno per trovare fondi più che sufficienti a finanziare tale linea di ricerca."


Il Prof. Celani al convegno della National Instruments sulle LENR