Nel post precedente avevo parlato della crisi francese e della necessità di avviare un dialogo Italia/Francia/Spagna per far cambiare politica alla BCE e alla UE targata Germania.
Ecco che stasera Hollande ha risposto
Hollande: austerità porterà Europa a "esplosione"
Lo spazio per avviare una nuova stagione Europea si sta ricreando. Ora serve che in Italia si formi un Governo solido che ci possa rappresentare in Europa.
Macroeconomia e Sviluppo Economico - Finanza Pubblica e Privata - Impatto delle Politiche Economiche sulla Concentrazione della Ricchezza.
venerdì 29 marzo 2013
mercoledì 27 marzo 2013
Il PIL Francese prefigura un cambiamento di scenario all'orizzonte
Un grafico può essere il segnale di un grande cambiamento
![]() |
| PIL francese 2011 confrontato con il PIL dei quattro trimestri 2012 |
Questi dati tratti da INSEE spiegano che la Francia è di fatto in recessione. La crisi economica è arrivata a Parigi e i sondaggi del presidente Hollande sono in caduta libera. Se lo scenario di crisi farà cambiare l'asse della UE portando la Francia a staccarsi politicamente dalle posizioni economiche della Germania si potrà prefigurare una grande alleanza Francia Italia e Spagna e allora diverrà possibile cambiare la politia UE, a cominciare dallo statuto della BCE.
E' una strada lunga e per persegurla serve un Governo vero in Italia, un Governo che possa trattare con forza con gli altri partners senza temere che uno sternuto della Merkel o uno sberleffo dei mercati possa metterne in discussione le politiche di lungo periodo. Proviamoci!
lunedì 25 marzo 2013
Cosa dicono i giornali tedeschi della crisi di Cipro?
"Cyprus has been saved. But the euro zone may ultimately be the biggest loser. The tough negotiations clearly demonstrated that Europe's north and south no longer understand each other -- and the political differences could soon become more dangerous than the currency crisis. "
by DERSPIGEL
Perfino i tedeschi ormai comprendono che le incomprensioni tra i diversi paesi UE stanno raggiungendo soglie critiche e che questo può portare a danni ben superiori che non la crisi della moneta.
martedì 19 marzo 2013
La UE a Cipro: dilettanti allo sbaraglio o delinquenti con l'obiettivo di distruggere le banche italiane, spagnole e di tutta la UE.
Ma chi è il responsabile dell'azione sui conti correnti di Cipro: La UE, Il FMI, chi? Qual'è l'organismo che ha partorito la bella idea di tassare del 9.9% i CC?
Dilettanti allo sbaraglio che apparentemente non sanno che violare un principio è molto peggio che portare a casa qualche spicciolo: delle due:
- o sono dei dilettanti veramente grossolani nelle loro azioni
- o sono dei delinqunti che sanno benissimo cosa stanno facendo (minando la fiducia nelle banche di mezza europa) e lo fanno in maniera deliberata.
lunedì 18 marzo 2013
Uscire dal Credit Crunch si può: la Banca di Inghilterra spiega come!
Ecco la traduzione del documento pubblicato dalla Banca di Inghilterra sul suo sito ufficiale. L'ho tradotto sperando che Bersani Grillo e Berlusconi lo leggano. Cliccando sul Link potete andare al documento originale.
Nel marzo 2009, il comitato di politica monetaria (MPC) ha annunciato che avrebbe ridotto il tasso ufficiale di sconto al 0,5%. Il Comitato ha inoltre ritenuto che il tasso ufficiale di sconto non possa, praticamente, essere ridotto al di sotto di tale livello, e al fine di dare un ulteriore stimolo monetario per l'economia, ha deciso di intraprendere una serie di acquisti di asset.
Tra marzo e novembre 2009, il MPC ha autorizzato l'acquisto di £ 200 miliardi di sterline di attività, per lo più il debito pubblico del Regno Unito o "gilt" (sono i BTP Inglesi ndr). In ottobre 2011 il MPC ha votato per iniziare ulteriori acquisti di £ 75 miliardi e successivamente, nella riunione del febbraio 2012 il Comitato ha deciso di acquistare un supplemento di £ 50 miliardi. Nel mese di luglio il MPC ha annunciato l'acquisto di un ulteriore quota di 50 miliardi di sterline per portare il totale degli assets acquistati a £ 375 miliardi di sterline.
Lo scopo degli acquisti era ed è quello di iniettare denaro direttamente nell'economia al fine di stimolare la domanda nominale. Nonostante questo diverso metodo di attuazione della politica monetaria, l'obiettivo è rimasto invariato - raggiungere l'obiettivo di inflazione del 2 per cento sulla misura CPI dei prezzi al consumo. Senza quella spesa extra per l'economia, il MPC pensava che l'inflazione più probabile, sarebbe stata nel medio termine al di sotto del target previsto.
Questa politica di acquisti di asset è spesso conosciuto come 'quantitative easing'. Non comporta stampare più banconote. Inoltre, il programma di acquisto di asset non fornisce soldi alle banche. Piuttosto, la politica è progettata per aggirare il sistema bancario. La Banca d'Inghilterra crea nuova moneta elettronica e lo utilizza per l'acquisto di gilt da investitori privati come i fondi pensione e le compagnie di assicurazione. Questi investitori in genere non vogliono tenere liquido questo denaro, perché produce un basso rendimento. Così tendono a utilizzarlo per l'acquisto di altri beni, come ad esempio le obbligazioni societarie e azioni. Questo riduce a più lungo termine i costi finanziari e incoraggia l'emissione di nuove azioni e obbligazioni. (Tradotto da Primo Gonzaga su testo della Banca d’Inghilterra)
http://www.bankofengland.co.uk/monetarypolicy/Pages/qe/default.aspx
Il vero problema è il credit crunch
I nostri giornali minimizzano. Per capire veramente le dimensioni del problema bisogna leggere The Telegraph
"Italy's companies face slow 'death' as credit crunch deepens"
Quante imprese strutturalmente sane dovranno fallire prima che la politica italiane e quella UE lo capiscano e prendano provvedimenti?
"Italy's companies face slow 'death' as credit crunch deepens"
Quante imprese strutturalmente sane dovranno fallire prima che la politica italiane e quella UE lo capiscano e prendano provvedimenti?
venerdì 15 marzo 2013
Papa Francesco, i Francescani e l'Economia
In onore di Papa Francesco ripropongo il mio vecchio articolo sulla lezione dei Francescani (fondatori delle banche moderne) ancora valida sia per le banche di oggi sia per rimettere in moto l'economia.
Fate clic qui per leggere l'articolo
mercoledì 13 marzo 2013
Habemus Papam
Fumata bianca.
Rimaniamo in attesa del nuovo Papa della Chiesa Universale. Un grande momento. Personalmente sto pensando al significato della Enciclica sulla Economia denominata "Caritas in Veritate". Spero il nuovo Papa la rilanci perchè contiene la soluzione a molti dei nostri guai. Ne parleremo nei prossimi giorni. Ora aspetttiamo il nuovo Papa.
Rimaniamo in attesa del nuovo Papa della Chiesa Universale. Un grande momento. Personalmente sto pensando al significato della Enciclica sulla Economia denominata "Caritas in Veritate". Spero il nuovo Papa la rilanci perchè contiene la soluzione a molti dei nostri guai. Ne parleremo nei prossimi giorni. Ora aspetttiamo il nuovo Papa.
martedì 12 marzo 2013
Il credit crunch continua a mietere vittime eccellenti
Il consiglio di amministrazione di Unieco, storica cooperativa reggiana aderente a Legacoop con 1.500 dipendenti, ha presentato oggi al tribunale di Reggio Emilia la richiesta di concordato preventivo con riserva. Unieco opera dal 1904 articolata su 4 divisioni (costruzioni, laterizi, ambiente e ferroviario) e si posiziona stabilmente tra i primi 10 general contractor italiani.
Unieco segue quindi il destino di altri colossi della cooperazione reggiana messi in difficoltà dalla crisi economica, come Cooperativa muratori Reggiolo, Orion e Coopsette.
A cascata saranno colpite tutte le aziende sub fornitrici. In questo modo il Credit Crunch continuerà ad uccidere aziende sane e a causare perdite di lavoro drammatiche.
Il modo per sconfiggere il credit crunch esiste e sta già funzionando. Se volete vedere come fate click qui.
giovedì 7 marzo 2013
Credit Crunch in concreto
STAZIONE MEDIOPADANA: Lo Stato non paga Rfi, Rfi non paga Cimolai, Cimolai non paga artigiani e operai. La catena dei pagamenti è saltata anche nel cantiere della Tav di Reggio. Quindici operai sono senza paga da tre mesi e due ditte rischiano il fallimento. Leggi la notizia
Leggi la notizia completa su Gazzetta di Reggio
In questo blog da mesi parliamo del Credit Crunch. Alcuni amici mi chiedono cosè?
Ecco, la foto sopra sintetizza in una immagine che cosa è il Credit Crunch in concreto.
Bisogna cambiare politica UE !!!!
I politici italiani e quelli UE non vogliono capire, eppure è così semplice
Qui la Banca d'Inghilterra spiega la soluzione al drammatico Credit Crunch che sta uccidendo l'economia reale di mezza Europa.
Leggetelo e diffondetelo..... è così semplice. Ma ripeto, a proporlo non è un economista da strapazzo sono tutte e tre le più importanti banche centrali del mondo: FED, BOE e BOJ
Aggiungo anche quella svizzera anche se lo fa in maniera diversa.
venerdì 1 marzo 2013
Non è l'Euro il problema: è la politica economica della UE
Alcuni amici mi hanno mandato mail chiedendomi perchè sono contro l'Euro. Forse sono tratti in inganno dal grafico in testata sotto il titolo del blog. Per questo ci tengo a precisare: non è l'Euro il problema, anzi una moneta importante che diventa moneta di riserva di molte banche centrali può essere uno strumento eccezionale. Il problema è la politica economica della UE. Non ripeto quanto scritto qui in moltissimi articoli. Ribadisco solamente che, come la FED dimostra si può fare una politica espansiva anche con una moneta unica. Basta guardare lo statuto della FED e copiarlo ed eliminiamo il 50% dei nostri problemi, tra cui l'assurdità dello spread tra BTP italiani e Bund tedeschi.
martedì 26 febbraio 2013
L'Italia che innova e che crea sviluppo
Per creare sviluppo non basta la finanza, bisogna creare impresa e creare innovazione. Ho parlato più volte di National Instrument, l'impresa americana leader nel mondo degli strumenti di misura. NI è un esempio eccezionale di azienda innovativa che fa della conoscenza il suo driver.
Esiste in Italia una azienda come NI?
Si esiste, non è così grande, ma è avanzatissima, ha clienti in tutto il mondo (grandissimi clienti perfino in Giappone) e si chiama Loccioni.
L'ho visitata qualche anno fa e già allora ne rimasi impressionato.
In questi anni ha continuato a svilupparsi e a creare spin off, gemmando ulteriori imprese. Questo è il modello da seguire. Cliccate sul video e ascoltate la relazione dell'imprenditore. Non ci sono gli effetti speciali del video del CEO di National Instrument ma c'è tantissima sostanza. La Loccioni è una delle tantissime prove che gli italiani sono eccezionali e l'Italia, se vuole, è un grande paese. Ho inserto la storia di Loccioni per dimostrare concretamente quanto affermato nell'articolo precedente. Ora questo paese ha bisogno di:
- finanza al servizio dell'impresa- un ambiente favorevole all'innovazione
- un sistema paese che funzioni
- un azzeramento della burocrazia
Questo chiediamo alla politica, poi ci penserà l'mprenditorialità e la creatività degli italiani a "CREARE SVILUPPO"
L'Italia è un grande paese: è ora che si riprenda il suo ruolo!
Oggi è il giorno della meditazione. Finalmente le tifoserie contrapposte ripiegano gli striscioni, le invettive si placano. gli insulti calano di tono e speriamo, presto si annulleranno.
Chi ha vinto:
Chi ha vinto:
- lo scrive il Financial Times, ha vinto chi è contro all'austerità.
- la democrazia (contro il governo dei non eletti)
- gli Italiani che vogliono essere padroni del loro destino e non vogliono vedere governi imposti dall'esterno
- internet ha vinto sulle tv e i giornali tradizionali
- Monti, la Merkel e l'Europa dei burocrati (non l'Europa)
- Il fiscal compact
- L'europa incapace di crescere e che porta solo disoccupazione
- un governo di programma
- l'economia al primo posto (incentivi per l'occupazione, per l'innovazione per le imprese che investono)
- una trattativa serrata con la UE (che non può respingerci perchè troppo grandi e importanti) per:
- obbligare la BCE a intervenire sui mercati senza imposizioni sul fiscal compact
- permetterci di sviluppare un piano di investimenti senza che siano conteggiati nei limiti del pareggio di bilancio e permetterci così di fare politica industriale
- cambiare lo statuto BCE
- fare un piano draconiano per ridurre la burocrazia in Italia e nella UE
Un consiglio a tutti gli schieramenti: prima usciamo dalla logica che tutto quello che ci impongono dall'estero è giusto e prima cominceremo a risolvere i problemi del nostro paese.
Su questo piccolo blog lo diciamo da mesi: il problema più grave è la politica assurda che ci viene imposta in sede UE da alcuni paesi: usciamo da questo circolo vizioso e ricominceremo a crescere.
Per farlo è necessario però riunire il paese. Per questo ci vuole intelligenza e un po' di creatività.
domenica 24 febbraio 2013
Sotto la neve, ma tutti a votare
Magari andateci in bicicletta, ma tutti a votare!
![]() |
| Piazza San Prospero sotto la neve |
Oggi si vota
sotto la neve.
Non do nessuna indicazione.
Però dico votate, votate
votate. Molte persone
hanno combattuto e sofferto
per permetterci di votare.
Per questo esercitare
il diritto di voto è
sacrosanto.
Magari andateci in bicicletta, ma tutti a votare!
![]() |
| I reggiani non rinunciano mai alla bicicletta! |
mercoledì 20 febbraio 2013
Istat: ordinativi industriali -15,3% in un anno
L'industria Italiana sta andando a fondo.
Dal comunicato stamapa ISTAT di oggi:
"Per quel che riguarda gli ordinativi totali, si registra una riduzione congiunturale dell'1,8%, sintesi di un calo dell'1,3% degli ordinativi interni e del 2,5% di quelli esteri. Nella media degli ultimi tre mesi gli ordinativi totali diminuiscono del 3,7% rispetto al trimestre precedente.
Nel confronto con il mese di dicembre 2011, l'indice grezzo degli ordinativi segna una variazione negativa del 15,3%. "
La cosa terribile è che in dicembre hanno cominciato a calare gli ordinativi esteri. Sintomo che la crisi sis ta estendendo alla UE, come dimostrato dal PIL tedesco -0.6% e francese -0,3% nell'ultimo trimestre.
Qui il testo completo http://www.istat.it/it/archivio/82927
E' sempre più evidente che la politica UE voluta dalla Merkel e dai Commissari UE e dal FMI è un disastro per l'Italia, ma temo dovremo ancora peggiorare moltissimo prima che la classe dirigente di questo paese alzi gli occhi e cominci a vedere il vero problema e quindi imposti la soluzione.
Dal comunicato stamapa ISTAT di oggi:
"Per quel che riguarda gli ordinativi totali, si registra una riduzione congiunturale dell'1,8%, sintesi di un calo dell'1,3% degli ordinativi interni e del 2,5% di quelli esteri. Nella media degli ultimi tre mesi gli ordinativi totali diminuiscono del 3,7% rispetto al trimestre precedente.
Nel confronto con il mese di dicembre 2011, l'indice grezzo degli ordinativi segna una variazione negativa del 15,3%. "
La cosa terribile è che in dicembre hanno cominciato a calare gli ordinativi esteri. Sintomo che la crisi sis ta estendendo alla UE, come dimostrato dal PIL tedesco -0.6% e francese -0,3% nell'ultimo trimestre.
Qui il testo completo http://www.istat.it/it/archivio/82927
E' sempre più evidente che la politica UE voluta dalla Merkel e dai Commissari UE e dal FMI è un disastro per l'Italia, ma temo dovremo ancora peggiorare moltissimo prima che la classe dirigente di questo paese alzi gli occhi e cominci a vedere il vero problema e quindi imposti la soluzione.
Crescere: tagliare la burocrazia non costa nulla. Una idea concreta: il commissario nazionale anti burocrazia
Questa crisi è ben diversa dalle altre, non è una congiuntura momentanea, è uno tsunami che ha cause che vengono da lontano, sia storicamente che territorialmente. Noi Italiani, pur non avendone colpe, la subiamo e ne siamo colpiti come mai negli ultimi 60 anni. Il primo passo da fare per affrontarla è comprenderne la gravità e ammettere che molte cose cambieranno in modo sostanziale.
Tutti parlano di crescere; proviamo ad individuare i fattori che limitano lo sviluppo del nostro paese e poi impostiamo il cambiamento.
Il World Economic Forum di Ginevra, nel suo rapporto 2012/2013 sulla competitività mondiale, ha elaborato una serie di indicatori oggettivi per misurare la posizione di ciascun paese. l’Italia, nel complesso, è al 42° posto su 144 paesi, ma il rapporto è la somma di tanti indicatori: ad esempio ci sono tre sottoindici che fotografano la situazione italiana per quanto riguarda il quadro delle regole e il peso della burocrazia. Qui figuriamo rispettivamente al 131° al 139° e persino al 142° posto. Terzultimi al mondo. Imprese e famiglie si scontrano ogni giorno con la macchina burocratica a livello locale e nazionale. Tutto questo appesantisce enormemente l’economia, toglie competitività al nostro sistema. Frena la crescita.
La proposta: cominciamo a togliere procedure, formulari da riempire, adempimenti assurdi cui far fronte, duplicazioni di documenti tra uffici di enti pubblici diversi. Togliere, abolire, ridurre adempimenti inutili o ridondanti per semplificare la vita sia a imprese e famiglie che alla stessa macchina pubblica; rifiutare la logica del “si è sempre fatto così” o del “non è possibile perché il documento è richiesto da un altro ente” etc ; perché c’è sempre qualcuno che richiede il documento, e c’è sempre qualche regola che prescrive di presentare documenti e certificati. Tutto questo ci ha portati ad essere 142° al mondo. E’ ora di cambiare.
Come fare: prendiamo uno dei migliori dirigenti pubblici già in organico in qualche ministero e lo nominiamo Responsabile della Lotta alla Burocrazia, con pieni poteri per proporre ed attuare la semplificazione amministrativa. Il Funzionario prescelto dovrebbe rispondere direttamente al Primo Ministro che deve fissare gli obiettivi concreti da raggiungere . Chi conosce le organizzazioni complesse sa che per affrontare e risolvere un problema bisogna individuare un responsabile (non dieci, non un gruppo) e questa persona deve avere l’appoggio e la fiducia delle massime autorità dell’ente cui appartiene, che dovranno supportarlo per rimuovere gli ostacoli che i vari uffici ovviamente porranno. Mentre scrivo sento già le obiezioni: “ma non dipende dall'Italia, molte norme sono UE” e ancora “ le competenze sono frammentate tra uffici e istituzioni diverse”, “i sistemi informativi non sono compatibili” e poi quando tutte le obiezioni saranno finite, l’ultima scusa cui aggrapparsi: “non abbiamo abbastanza personale”. E’ ora di cambiare. Noi Italiani possiamo dare il buon esempio per le cose che dipendono da noi e urlare a livello UE perché il cambiamento arrivi anche lì. (un piccolo aneddoto personale per far capire a quali assurdità siamo arrivati: nel 86/87, quando ho iniziato a fare progetti con i Fondi CEE per la formazione c'era un unico formulario nella CEE tradotto in 9 lingue. Noi compilavamo quello in Italiano e lo inviavamo al Ministero del Lavoro o alla nostra regione. Bene. Oggi ci sono centinaia di format diversi, almeno uno per provincia e molti per le regioni, con sistemi informativi diversi. La delega della formazione alle regioni e poi alle provincie ha causato la moltiplicazione dei formulari e delle richieste di informazioni. Mentre i fondi erogati negli ultimi anni sono diminuiti, sono aumentate le carte da presentare, i dati da fornire, in maniera esponenziale! Il risultato è evidentre: negli enti di formazione è aumentato il personale amministrativo e sono calati i formatori. Negli enti locali sono aumentati in maniera enorme i controllori (formali). Alla fine si è realizzato un sitema sempre più formale e meno sostanziale e per di più lentissimo, dove la UE paga in ritardo, i bandi non escono, le Regioni restituiscono risorse.)
L'italia e la UE meritano di meglio!
L'italia e la UE meritano di meglio!
L’appello è rivolto a chi vincerà le elezioni. Individuate in fretta la persona adatta, e possibilmente affiancatelo da un gruppo di cittadini/imprenditori, affinché sia supportato e spronato a disboscare la foresta pietrificata della burocrazia.
Ogni punto che guadagneremo nel ranking internazionale ci servirà a creare sviluppo, a creare posti di lavoro e chi porterà avanti l’opera avrà la gratitudine di cittadini e imprese.
venerdì 15 febbraio 2013
Il vero Spread: la produzione industriale UE cala, quella USA cresce moltissimo.
C'è un amico blogger che ha pubblicato una serie di dati molto interessanti. Invito tutti a visitare il "Mio Blog di Economia e Finanza" dove, oltre a trovare il grafico che vedete sotto, ci sono una serie di tati interessantissimi sul divario crescente tra la produzione industriale USA (+3.7%) e Zona UE (-2.3%). Questo è lo Spread vero. questa è la misura del tremendo disastro epocale cui la politica UE ci sta portando.
Visitatate il Blog. E' interessantissimo.
venerdì 8 febbraio 2013
Durissima critica di Soros alla politica Europea.
Estratto dell'intervista della CNBC fatta a Davos a George Soros
The-- Euro is-- transforming the European Union into something very
different from the original conception, which was a voluntary association of
equal states. And instead of that, the financial crisis has created a two-class
system within the euro, the creditors and debtors. And the creditors are in
charge. So, it's basically Germany. And the policies that they are advocating,
unfortunately, this austerity, is counterproductive. And it's perpetuating the
financial crisis."
Qui il link alla traduzione integrale
Leggendo tutto l'articolo Soros arriva a profetizzare una crisi politica immensa e la fine stessa della UE (se le politiche non cambieranno).
GEORGE SOROS: "Well, I think that-- Germany has done what was necessary to allow
the-- to make it-- clear that the euro is here to stay. And that has been a
tremendous relief-- for the markets. So, calm-- has returned. The European--
banking system, the interbank market, has revived. So, there's a general sense
of-- let's say, you-- almost euphoria, that the crisis is over. I think that is
somewhat premature. Because the fundamental-- internal inconsistencies in the
system have not been addressed. And actually-- therefore, you face-- political
dangers.
The-- Euro is-- transforming the European Union into something very
different from the original conception, which was a voluntary association of
equal states. And instead of that, the financial crisis has created a two-class
system within the euro, the creditors and debtors. And the creditors are in
charge. So, it's basically Germany. And the policies that they are advocating,
unfortunately, this austerity, is counterproductive. And it's perpetuating the
financial crisis."
Traduzionre
"L'Euro sta trasformando la UE in qualcosa di molto diverso dalla concezione originaria, che era una associazione volontaria di stati tra loro uguali. Oggi, invece, la crisi finanziaria ha creato un sistema con 2 classi all'interno dell'Euro. I creditori e i debitori. E i creditori hano il potere. Così (il sistema) è fondamentalmente tedesco. E le politiche che loro stanno proponendo, sfortunatamente, questa austerità, è controproducente. E sta perpetrando la crisi finanziaria."
Qui il link alla traduzione integrale
Leggendo tutto l'articolo Soros arriva a profetizzare una crisi politica immensa e la fine stessa della UE (se le politiche non cambieranno).
giovedì 7 febbraio 2013
La Cooperazioni spieghi a Bersani che questa politica è suicida
![]() |
| Un Progetto di riqualificazione COOPSETTE |
Una delle più importanti aziende cooperative emiliane (860 dipendenti + un indotto enorme) ieri ha chiesto il concordato fallimentare. L'obiettivo non è chiudere ma chiedere un sacrificio ai creditori per poter tentare la ristrutturazione e salvare il salvabile. Non sono un esperto del settore e potrei sbagliarmi, ma mi permetto di dire che questo è l'ennesimo esempio di una crisi che noi Italiani e noi Emiliani subiamo senza colpe. Ripeto non ho la certezza assoluta, ma Coopsette è una azienda solida, con una lunga storia di successi. E' un'altro esempio di aziende che nessuno avrebbe mai pensato potessero rischiare il fallimento, ma che vive, subisce una crisi enorme causata da fattori del tutto estranei al suo core business. In altre parole è il credit crunch bancario, le politiche di austerità volute dalla UE e applicate in maniera assurda in Italia che hanno aggravato oltre ogni limite la crisi e che stanno costringendo anche le aziende sane a portare i libri in tribunale.
![]() |
| Coopsette: grandi infrastrutture |
Ma cosa stiamo aspettando? Vogliamo vedere la desertificazione industriale del Nord Italia solo per tener fede a una dottrina economica (quella della Merkel e del FMI) che in passato ha solo provocato disastri in tutti i paesi in cui è stata applicata.
Bersani è di Piacenza, dovrebbe venire a Reggio Emilia e parlare con i dirigenti della Cooperazione invece che andare a Berlino ad assicurare alla Merkel che lui seguirà Monti nelle politiche di lacrime e sangue.
La cosa assurda è che sulla grande stampa economica italiana si ripete il mantra di Monti/Merkel e si da per assodato che ci sia una sola teoria economica e un solo modo per uscire dalla crisi.
Invece non è così!
I premi Nobel: Stigliz e Krugman (solo per citarne qualcuno)
Grandi Paesi: USA, Giappone e UK
La storia: la crisi del '29 e la crisi delle tigri asiatiche 97/99
Forniscono teorie diverse, mostrano scelte diverse. Oppure mostrano che l'applicazione di scelte lacrime e sangue hanno sempre peggiorato la situazione. Sevono politiche espansive:
- Creazione di base monetaria (stampare moneta)
- meno tasse per i meno abbienti e le aziende che investono
- Più credito alle imprese e alle famiglie per investimenti.
E' ora che gli imprenditori si facciano sentire, è ora di urlare che l'Italia non merita l'applicazione di teorie economiche che hanno sempre condotto al disastro. Teorie economiche per di più che non sono certo patrimonio della sinistra storica.
Bersani ristudiati Keynes, prima che l'intera cooperazione si rivolti.
Iscriviti a:
Post (Atom)
















