mercoledì 24 ottobre 2012

BCE nello statuto l'errore di fondo. Il confronto con la FED

Lo statuto BCE, scritto dai tedeschi ossessionati dal pericolo inflazione fu impostato essenzialmente sull'obiettivo del mantenimento del "valore della moneta". L'obiettivo invece della Banca Centrale degli Stati Uniti è la crescita economica di lungo periodo degli aggregati monetari commisurati al potenziale di sviluppo dell'economia finalizzati ad incrementare la produzione e la massima occupazione.  Basterebbe cestinare l'articolo 2 dello statuto BCE e sostituirlo con l'art 2A dello statuto FED e l'Europa ricomincerebbe a respirare e crescere. 
C'è bisogno di politica con la P maiuscola e di intelligenza, non di nuove tasse, di altri burocrati e di imposizioni assurde che tolgono la linfa vitale della moneta al sistema produttivo e alle persone.

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Statuto BCE:

CAPO II


OBIETTIVI E COMPITI DEL SEBC


Articolo 2


ObiettiviConformemente all'articolo 105, paragrafo 1, del trattato, l'obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi.

Fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche generali della Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell'articolo 2 del trattato. Il SEBC agisce in conformità del principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un'efficace allocazione delle risorse, e rispettando i principi di cui all'articolo 4 del trattato.

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Statuto FED:

Federal Reserve Act

Section 2A.

Monetary Policy Objectives

The Board of Governors of the Federal Reserve System and the Federal Open Market Committee shall maintain long run growth of the monetary and credit aggregates commensurate with the economy's long run potential to increase production, so as to promote effectively the goals of maximum employment, stable prices, and moderate long-term interest rates.
 
[12 USC 225a. As added by act of November 16, 1977 (91 Stat. 1387) and amended by acts of October 27, 1978 (92 Stat. 1897); Aug. 23, 1988 (102 Stat. 1375); and Dec. 27, 2000 (114 Stat. 3028).]

martedì 23 ottobre 2012

Monti, la Merkel e Draghi leggono il Financial Times ?

E' uscito sul Financial Times un articolo interessantissimo a firma Gavyn Davies intitolato 
Will central banks cancel government debt?   (Cliccando sul titolo potete vedere l'articolo completo. )



Un breve estratto "One radical option which is now being discussed is to cancel (or, in polite language, “restructure”) part of the government debt that has been acquired by the central banks as a consequence of quantitative easing (QE). After all, the government and the central bank are both firmly within the public sector, so a consolidated public sector balance sheet would net this debt out entirely".

L'articolo è fondamentale per capire le dinamiche macroeconomiche del debito degli stati moderni, compreso la UE e l'Italia. Spero che i quattro amici che leggono questo piccolo blog abbiano la pazienza per leggere l'articolo, perchè per la prima volta un grande giornale USA ribadisce ciò che ho spiegato negli articoli precedenti di finanza.

In particolare spiega come le Banche Centrali USA, Giapponese. e Britannica stiano monetizzando il debito pubblico ricommprando i bond dei rispettivi paesi. Alla fine degll'articolo spiega ad esempio che la FED possiede già ora il 10% del debito americano.
Ora, come risulta dal titolo si evidenzia la possibilità per le Banche Centrali di cancellare il debito. Questa è una possibilità reale. Non una mera ipotesi da accademia.

E' inutile ripetere che, se quanto spiegato dal FT fosse applicato alla UE e all'Italia cambierebbe completamente la situazione economica permettendo finalmente di avviare politiche espansive. E' anche evidente che vi sono molti modi per ripagare il debito pubblico degli stati quando si ha la sovranità monetaria.

Tutto questo, va detto chiaramente, deve essere abbinato ad una profondo cambiamento strutturale dell'Economia Italiana e UE, ma rimana sempre la domanda fondamentale: Monti, Draghi e la Markel leggono il Financial Times?

La risposta è retorica. Se pensiamo poi che Gavyn Davies è stato capo economista di Goldman Sachs in periodi in cui sia Monti che Draghi lavoravano per Goldman e quindi erano colleghi, be' non è difficile pensare che si siano parlati. E allora, quanto deve ancora soffrire l'Italia prima di cambiare politica? 

venerdì 19 ottobre 2012

Per innovare ci vuole ben altro che il "sudore". E' l'intelligenza del sistema a fare la differenza.

Qualche giorno fa ho partecipato a un seminario sull'innovazione. Ad un certo punto il presidente di un gruppo industriale (che peraltro appezzo moltissimo) rispondendo ad una domanda su cosa serve per innovare ha risposto che c'è un problema di formazione e che i nostri giovani devono ricominciare a sudare.

Ora questo concetto di "ricominciare a sudare" che, detto anche in altri modi è ricorrente in questo periodo (spesso lo usano anche Monti ed esponenti del suo governo) è sbagliatissimo e fornisce un alibi che definirei generazionale. L'alibi dei Dirigenti di oggi che spesso sono alle sogli della pensione o che sono già in pensione (vedi il gerontocomio che abbiamo al governo) e che scaricano sulla "presunta mancanza di volontà dei giovani" le ragioni della crisi.

Io mi sono occupato per 25 anni di formazione, e credo di conoscere i nostri giovani. Non è un problema di voglia di fare, o di impegno del singolo. Anzi è proprio il contrario. La mia generazione e ancor più quella dei "nonni" al governo deve creare i presupposti per permettere ai giovani di esplicare tutta la loro forza di innovare e la loro volontà di creare il nuovo.

Il problema è che bisogna:
  1. creare nuovi prodotti
  2. migliorare sostanzialemente i prodotti esistenti
  3. migliorare la produttività complessiva del sistema.
La produttività complessiva del sistema non migliora se un giovane neo assunto lavora 10 ore invece di 8. perchè se un ingegnere rumeno è pagato 600 euro al mese, il nostro non potrà mai basare la competitività sul sudore (perchè potrà lavorare anche 12 ore al giorno ma costerà sempre molto di più) per non parlare del delta di costo con un tecnico indiano o cinese.
Quello che voglio dire è che è "l'intelligenza" a fare la differenza, "l'intelligenza del sistema" che nel suo complesso è capace di produrre manufatti che altri pur sudando il doppio o il triplo non sono attualmente in grado di costruire.

Se al contrario pensiamo di fare la concorrenza sul prezzo o sulla quantità di lavoro (sudore) prepariamo i nostri figli a percepire gli stessi salari dei cinesi. La concorrenza sulla quantità di lavoro in un mondo globale con miliardi di persone che offrono la loro disponibilità pur non percependo indennità di malattia o pensione è la scelta perdente.

giovedì 11 ottobre 2012

No al pareggio di bilancio. Se non credete a me, credete alla storia

Oggi mio figlio, mi chiama e mi fa vedere un libro che sta studiando all'Università: "papà sai quando è stato raggiunto il pareggio di bilancio in Italia l'ultima volta?" Lo guardo con espressione interrogativa e lui:
"nel 1875, ben 137 anni fa". Sorride con la faccia di chi pensa che se in Italia per 150 anni siamo cresciuti, ci siamo industrializzati, abbiamo trasformato un popolo che nel dopoguerra vedeva oltre il 50% della popolazione attiva impiegata in agricoltura (ora è attorno al 3%) abbiamo eliminato l'analfabetismo, aumentato la durata della vita media che allora era inferiore ai 43 anni ed oggi supera gli 80. Tutto questo, senza mai avere un pareggio di bilancio.
Forse una ragione ci sarà stata?

Ecco la pagina del libro scannerizzata.



tratto da. Storia contemporanea. di Cammarano Guazzaloca, Piretti editore Le Monnier

  Nota: per correttezza ho studiato ulteriormente la storia del pareggio di bilancio in Italia e probabilmente un sostanziale pareggio fu raggiunto anche nle 1925 con il Ministro del Tesoro De Stefanis. Si tratta però dell'unico altro momento storico in cui cio avviene e non cambia sostanzialmente la questione. Nella storia Italiana il pareggio di Bilancio è una eccezione e mai la regola e allora perchè mettere una eccezione in costituzione? In Costituzione devono essere normate le regole generali.

mercoledì 10 ottobre 2012

Un esempio di Innovazione da studiare in modo approfondito (2)

Ritorniamo al video inserito sotto, per elaborare un altro concetto: la collaborazione industria/università.

Ad un certo punto il CEO di National Instrument cita un report dell'Università di Austin, e in base a quel report enuncia una strategia di intervento dell'azienda per entrare in un possibile mercato del futuro molto promettente.
  1. Il report dell'Università (nel video c'è la slide) dice che negli ultimi anni sono stati dimostrati 184 casi di produzione anomala di calore fatti con esperimenti collegati alla "fusione fredda". 
  2. La NI ritiene che 184 ricerche elaborate in altrettanti laboratori sparsi in tutti i paesi del mondo siano sufficienti per giustificare ricerche molto più approfondite
  3. NI si occupa di studiare e produrre sistemi di misura e mette a disposizione le sue tecnologie e i suoi tecnici per affiancare alcuni dei laboratori di ricerca che stanno continuando a dimostrare produzioni anomale di calore con sistemi LENR
  4. Perchè NI intende utilizzare risorse per affiancare ricercatori (2 sono Italiani) sparsi per il mondo? Semplice, perchè utilizzando i suoi strumenti di misura, ed elaborandone di nuovi, particolarmente adatti alla gestione di processi connessi con LENR intende essere al top dell'innovazione se l'utilizzo delle LENR per la produzione di energia diventeranno una realtà. Se ciò avverrà, NI sarà l'inpresa leader nel mondo anche nei prossimi anni.
Quindi riassumo i punti chiave per una strategia vincente per innovare:
  • studio della evoluzione della ricerca scientifica basato su report dell'università   
  • individuazione di un campo di ricerca molto promettente
  • finanzaiamento e affiancamento a laboratori di ricerca di tutto il mondo per entrare concretamente nella ricerca e sviluppare prodotti e applicazioni utili alla evoluzione dei sistemi oggetto delle ricerche
  • prepararsi per essere i primi a fornire prodotti e tecnologie se e quando le ricerche svilupperanno applicazioni di ampia portata industriale.
Questo è Management dell'Innovazione  e anche questo si comprende studiando il filmato del Ceo di National Intruments. Su questo l'Italia ha tanto da imparare.

Non è finita, il filmato della NI sono presenti anche tanti altri spunti interessantissimi. Ne parleremo più avanti.

giovedì 4 ottobre 2012

Bisogna cambiare politica nella UE

Qualche minuto fa Reuters ha battuto la seguente notizia

"FIAT - Stop a investimenti in Italia fino al 2014
 Sergio Marchionne, in un’intervista a Il Sole 24 Ore, ha dichiarato che non farà nuovi investimenti in Italia prima del 2014 perché non si aspetta ripresa del mercato. Il maggiore investimento effettuato è stato di 800 milioni di euro per la nuova Panda che Fiat [FIA.MI] non riesce a vendere come previsto. Le indicazioni confermano come l’introduzione di nuovi importanti modelli, come la nuova Punto, siano stati bloccati: difficile per Fiat difendere le quote di mercato in Europa nel 2013 dopo l’arretramento già registrato nel 2012."


Ora, la famiglia Agnelli può avere tutti i difetti del mondo, ma la verità è che il mercato Italiano e quello UE è in calo del 25/30% e nessun AD di un'impresa investe senza vedere ritorni.
Il problema è un'altro:
bisogna subito cambiare radicalmente Politica Industriale e Politica Finanziaria nella UE. 



mercoledì 3 ottobre 2012

Krugman: l'austerity imposta dalla Germania è una follia

Il Premio Nobel per l'economia Paul Krugman sottolinea l'errore che Europa e Germania stanno facendo imponendo un'austerità che aggrava la recessione e comporterà un avvitamento della crisi Economica.


Paul Krugman
 Ciò che dice Krugman non fa che confermare i dati pubblicati su questo piccolo blog che dimostrano come sia necessario un radicale cambiamento della politica economica nella UE.

giovedì 27 settembre 2012

Un esempio di Innovazione da studiare in modo approfondito.

Lo sviluppo economico cammina su due gambe:
  1. quella astratta della finanza
  2. quella concreta della economia reale, che a sua volta si basa su tante componenti tra cui il principale è la capacità di innovare. Il video che ho inserito è un esempio di innovazione all'ennesima potenza. E' un concentrato di esempi da seguire per rimettere in moto l'Italia. Ma è un video che fa anche male, perchè all'interno si citano tanti italiani, che da noi sono quasi sconosciuti e che all'estero vengono citati come esempio.



Nei prossimi articoli sezionerò questo video e lo userò come esempio di cose da fare. Intanto godiamocelo tutto. (La parte più interessante per noi italiani comincia dal 14° minuto, per chi ha poco tempo, consiglio di posizionare il cursore del video sul minuto 14).

La prima cosa da notare è il nome e soprattutto l'attività dell'azienda di cui si parla: National Instruments.
E' una azienda americana che ha fatto dell'innovazione la sua ragion d'essere. E' leader mondiale nel settore degli strumenti di misura. I suoi prodotti (hardware e software) sono un po' ovunque all'interno delle macchine del mondo, dalle più sosfisticate (CERN) a quelle più semplici (LEGO). La seconda cosa da notare è il personaggio che parla: è il CEO di NI, di cui è stato fondatore; ha più di 70 anni, ma ha la passione e l'interesse per le novità di un bambino e non parla di bilanci, di numeri, di profitti, parla di novità, parla di progetti, parla di futuro....... per ora mi fermo qui, ma il bello deve ancora venire..........

martedì 25 settembre 2012

La Merkel parla solo al suo elettorato e dimostra di non capire i mercati e nemmeno l'economia della UE nel suo complesso.

La Merkel parla di UE e dice che ci sono ancora molte cose da fare e parla solo di  di maggiori vincoli.

Alleghiamo un Grafico che è autoesplicativo dei risultati delle politiche Italiane e UE applicate fino ad ora all'Italia.

Fonte: Gavekal Data Reserch con i Commenti in Rosso di Cobraf
  
La domanda da porsi a fronte di un divario cresciuto del 36% e oltre tra Produzione Industriale in Germania +17% e in Italia -19% dal  2001:  è' credibile la politica di rigore e tagli applicata fino ad ora?  Vogliamo far sparire l'intera industria Italiana?

lunedì 24 settembre 2012

Creare Sviluppo per tornare a dire: il Meglio Deve Ancora Venire Ligabue Campovolo

Non c'è solo la Finanza, l'Economia, la BCE e la UE. Le persone e il nostro futuro prima di tutto....... e allora urliamo che:


Noi Reggiani sappiamo guardare oltre!!!! Forza che ce la faremo!!!!!

L'intervento delle Banche Centrali è fondamentale per far ripartire l'Economia

Perchè i grafici della Banca dei Regolamenti Internazionali sono tanto importanti? Semplice, perchè sono la discriminante principale tra lo sviluppo e la recessione/depressione.
L'Europa è anemica, perchè nel nostro "corpo" economico sta venendo progressivamente a mancare la moneta. Come ho già spiegato la moneta è il "sangue" dell'economia e se la crisi la riduce le Banche Centrali devono ricrearla per stabilizzare il sistema. Ora le Banche Centrali di USA. GB e Giappone lo hanno fatto e lo stanno facendo im maniera enorme. Solo la Banca del Giappone dal 2008 ad oggi ha raddoppiato gli acquisti di titoli del debito giapponese. (vedi ancora il grafico sotto) la BCE invece ha fatto operazioni di portatata minima
(A fine maggio 2012 le disponibilita di titoli acquistati in via definitiva nel quadro dell’SMP erano pari a 212 miliardi, mentre quelle di covered bond nell’ambito dei programmi di acquisto di obbligazioni bancarie garantite (CBPP) si sono attestate intorno a 69 miliardi. - Fonte BRI ).

Il risultato è che il sistema si sta fermando, le imprese non hanno liquidità e tutti pagano con ritardi via via crescenti,  creando un immenso problema di liquidità che si sta trasformando in un problema di solvibilità e che porta le imprese a ridurre progressivamente le vendite sul mercato interno (UE).

Ecco il perchè è fondamentale che la BCE entri in modo pesante sul mercato per creare liquidità. Altrimenti entreremo nella più terribile depressione economica dell'ultimo secolo.

domenica 23 settembre 2012

La prova che Banca del Giappone, FED, e BOE comprano debito pubblico in quantità. E la BCE?

Pubblicato nel rapport 2012 della BRI (Banca dei Regolamenti Internazionali) - "la banca delle banche".

Ecco un'altra serie di grafici che dovrebbero studiare tutti quelli che parlano di moneta e delle relazioni tra  creazione di moneta e sviluppo economico. Solo la BCE interviene in modo timido sui mercasti per mantenere bassi i tassi di intersse sul debito pubblico. L'effetto di tali politiche è evidente: recessione in europa e crescita in USA, Giappone e Inghilterra.
 

venerdì 21 settembre 2012

Dal Macro al Micro: come la crisi si trasmette alle PMI e le soffoca.

IL rapporto del World economic Forum per quanto riguarda la voce Facilità di accedere al credito (Ease of access to loans) pone l'Italia al 126° posto su 144 paesi del mondo.

Ma vediamo cosa vuol dire a livello micro per le aziende Italiane.

La CGIA di Mestre lo ha calcolato e nel rapporto uscito il 17 settembre si evidenzia che

"il costo del denaro in Italia, sul totale delle consistenze in essere, ha raggiunto un tasso medio del 3,71%: nessun altro Paese tra i nostri principali concorrenti economici ha registrato una percentuale così alta.

In Spagna, ad esempio, il tasso  medio ha raggiunto il  3,67%, in Germania il 3,51% e in Francia il 3,20%.

Gli effetti economici di questa situazione sono presto quantificabili. Se alle nostre imprese fosse applicato lo stesso tasso medio che “grava” sulle aziende tedesche (3,51%), il risparmio per il nostro sistema imprenditoriale sarebbe pari a 1,75 miliardi di euro.  Se, invece, fosse pari a quello applicato alle aziende francesi (3,20%), le nostre imprese risparmierebbero addirittura 4,48 miliardi di euro."

La combinazione dei problemi strutturali e degli alti tassi di interesse affossano le nostre imprese che nella competizione internazionale partono già con un grande handicap. Possiamo lavorare di più, possiamo essere più creativi, ma le inefficienze e la zavorra dei tassi ci rende tutto molto più difficile.

Quello che ho fatto è un esempio per affermare 3 cose:
  • dobbiamo combattere per eliminare le inefficienze esterne al sistema delle PMI a livello locale;
  • l'impatto delle variabili macro sulla produttività delle imprese è immenso, bisogna rendersene conto e chiedere alla Politica di intervenire anche a livello di regole nazionali e comunitarie;
  • la competitività si gioca anche sui tavoli di Bruxelles e dobbiamo trattare duramente in sede UE/BCE per far valere i nostri diritti. Una comunità deve valere nei due sensi: dare ma anche avere.


Lo sviluppo dipende dal giusto mix tra Economia reale e Finanza

Lo sviluppo economico è frutto della combinazione dei fattori fnanziari e di quelli economici. Nei primi articoli ho parlato soprattutto di finanza e di come la finanza condiziona le variabili macroeconomiche.

Introcucendo gli indicatori del Global Competitiveness Index vorrei evidenziare invece come tutti i fattori istituzionali, di organizzazione sociale, infrastrutturrali etc. hanno un impatto sulla vita economica di uno stato o di un singolo territorio. Lo sviluppo armonico è frutto del giusto mix di tutti questi fattori.

C'è un vecchio detto: "con la guerra le persone imparano la geografia, con la crisi la gente si interessa di economia".

Questo piccolo blog vuole contribuire ad affrontare le relazioni tra sviluppo economia e finanza cercando di evitare i luoghi comuni, portando dati concreti, comparando esperienze di altri paesi,  proponendo idee per un dibattito dal basso.

Perchè lo faccio? Perchè da oltre 30 anni per passione studio i mercati e per lavoro mi occupo di sviluppo economico ed ho voglia di portare il mio piccolo mattoncino e concorrere ad un dibattito più ampio sul futuro della nostra città, della nostra regione del nostro paese. Questa crisi tocca tutti e credo che ognuno debba mettersi in gioco per proporre soluzioni.

In questi giorni ho visto che le visite al blog sono aumentate. Ora spero che anche i commenti aumentino e che alcuni amici inizino a scrivere a loro volta. Forza.



giovedì 20 settembre 2012

Il posizionamento dell'Italia e gli indici di competitività mondiali

Per capire la situazione dell'economia reale italiana, è importante vedere i nostri punti di forza e quelli di debolezza in rapporto agli altri paesi. In questo senso è interessantissimo vedera la tabella pubblicata dal World Economic Forum con tutti gli indici Italiani e la loro posizione nel Ranking mondiale. (clicare sul link e poi cercare Italy nel sottoelenco Country/Economy Profiles)



Ad esempio si potrà vedere che l'Italia è 42esima su 144, ma è la numero 2 per la forza dei suoi distretti, ma è anche la 126 al mondo per la facilità di accesso al credito, oppure è la 121 per la disponibilità di "venture Capital" oppure è la 127 nelle relazioni industriali o la 133 nella tassazione dei profitti.

Questo rapporto redatto da un organismo sovrannazionale è una vera miniera di informazioni e dovrebbe essere preso come base per vedere ciò che non funziona in Italia e iniziare l'opera di ricostruzione.

La risposta decisa della FED alla attuale crisi e il tergiversare della UE/BCE

I due grafici sopra sono stati inseriti dalla Banca dei Regolamenti Internazionali nel suo rapporto annuale 2012. I due grafici evidenziano l'andamento comparato dei tassi di interesse e della base monetaria nella Crisi del 29 (linee tratteggiate) e nel periodo attuale (linee continue).
E' evidente che l'intervento della FED che ha abbassato i tassi ed ha aumentato la base monetaria ha posto le condizioni per evitare che la crisi finanziaria degenerasse in una grande depressione.
L'atteggiamento della UE e di conseguenza della BCE è stato fino ad ora molto diverso. (purtroppo non dispongo di grafici analoghi) ma in ogni caso solo con l'arrivo di Draghi si è provveduto ad un limitato calo dei tassi (-0.25) e ad una limitatissima monetizzazione del debito e relativa crescita della base monetaria. Nella UE la base monetaria si sta via via restringendo a causa della restrizione dei crediti bancari, ai tagli di bilancio degli stati e alla riduzione della circolazione di moneta.

Il tergiversare della BCE e le misure restrittive imposte ai governi dalla UE e dalla Germania stanno portando al peggioramento della crisi in misura analoga a quanto avvenuto negli USA con la crisi del 29.  Il fatto che vi sia una sostanziale divergenza di comportamento tra UE/BCE e USA/Fed è estremamente preoccupante e dovrebbe far riflettere i politici Italiani sui rischi che stiamo correndo.

martedì 18 settembre 2012

L'importanza del grafico sul Credito/Debito negli USA

Perchè è tanto importante il grafico inserito nell'articolo sotto? Perchè sono partito parlando di finanza in un blog che si chiama "Creare Sviluppo"?

Alcuni concetti fondamentali:
  • La finanza è qualcosa di astratto, impalpabile e proprio per questo la maggiar parte delle persone non la comprende e quindi la subisce. Per spiegare meglio uso un piccolo aneddoto. Ricordate la Parmalat, il 99% delle persone non riusciva a comprendere come pur avendo in frigorifero il latte e i succhi di frutta Parmalat, l'azienda fosse fallita. Io avevo amici laureati (non in economia, ma anche in materie  tecniche come ingegnieria) e proprio non riuscivo a far capire loro come un'azienda abbia una componente tecnico/economica concreta che può andare avanti anche se obbligaziozionisti e azionisti perdono tutto.  Se è tanto complesso per un'azienda, pensate per uno stato o un sistema di stati.  In realtà finanza ed economia reale sono come dei vasi comunicanti che per brevi periodi (anche anni però)  possono anche andare in direzioni diverse, ma poi ritornano ad unità e devono trovare un equilibrio.

  • Nel mondo di oggi la finanza anticipa l'economia reale: un'azienda ha bisogno di capitali iniziali e di credito per partire e per crescere. Quando un'azienda cresce, il suo capitale circolante cresce e la finanza deve funzionare per supportarne la crescita. Per far comprendere meglio, riprendo l'esempio del sangue del corpo umano. Un neonato vive con pochi decilitri di sangue, un adulto ne ha molti litri, un adulto di 120 Kg che gioca a Basket, ne ha il doppio di una persona che pesa 55Kg. Inoltre un atleta che corre ha bisogno di molto ossigeno e la circolazione del sangue deve essere accelerata. Allo stesso modo funziona la moneta che deve essere in quantità sufficiente a far funzionare il sistema economico e la velocità di circolazione deve essere consona allo sviluppo del sistema. Altrimenti bisogna aggiungerne per riportare il sistema in equilibrio.

  • Negli ultimi 100 anni il sistema economico USA si è costantemente sviluppato e, da neonato, è diventato prima uomo e poi un super gigante e la creazione di moneta ha supportato il suo sviluppo, inoltre nei momenti in cui (a causa di crisi temporanee) la moneta privata (nel grafico rappesentato dal debito privato) si è ridotta è dovuto intervenire il pubblico allargando il debito  in funzione anticiclica.  Il grafico sottostante spiega perfettamente questo sistema e, se collegate le date degli avvenimenti più importanti con i picchi dei vari grafici, iniziate a vedere le relazioni tra base monetaria (finanza) e la crescita industriale (economia reale).
  • Un ultima nota: il titolo del grafico indica debt (debito) mentre io ho sempre scritto Credito/Debito. Il motivo è semplice, a fronte di ciascun debito c'è un credito, quindi di per sè il debito non è poi così male come ce lo descrivono e anzi il debito crescente  è funzionale ad una economia che cresce. Esattamente come un'azienda che crese aumenta il suo debito, allo stesso modo deve fare un sistema economico. Se il sistema privato di colpo non riceve più credito (non fa più debiti a seconda del punto di vista da cui si guarda l'operazione) si ferma, perchè il corpo diventa anemico e, se si esagera, la pressione del sangue scende (crisi) , si sta male e addirittura si rischia la morte (il default/fallimento). Ecco che la finanza si ricollega all'economia reale!
Ecco il motivo per cui la FED continua a creare moneta e gli USA escono dalla crisi, mentre la BCE sbaglia politica e noi stiamo collassando; questo è anche  il motivo per cui il pareggio di bilancio è una assurdità. Tutto ciò non è nè di destra ne di sinistra. C'è chi capisce e chi non comprende nulla di tutto ciò. Questa è la differenza. La destra, la sinistra, la Germania, l'Italia, i nazionalismi, i localismi sono tutte categorie mentali poco adatte a comprendere la finanza, la moneta e le relazioni tra finanza/moneta ed economia.
Tornerò su questi argomenti per spiegare meglio le interrelazioni finanza/moneta - economia reale produzione/occupazione

venerdì 14 settembre 2012

La creazione di Credito/Debito e l'influenza sulle economie mondiali

Questo grafico è di una importanza eccezionale. La linea Rossa esprime l'andamento del credito/debito privato, è evidente che si espande fino al 32/33 poi come effetto della crisi ('29) inizia a decrescere in maniera verticale. Dopo la fine della II Guerra Mondiale ricomincia a crescere e corre fino al 2008/2009 per poi crollare verticalmente.






Parallelamente il credito/debito pubblico in USA cresce dopo il 29, ma solo fino al 32/33 poi si stabilizza ed esplode solo dopo l'entrata in guerra degli USA per finanziare le spese belliche e si ritira poi pian piano man mano che la quota privata lo sostituisce. la curva si impenna di nuovo nel 2008/9/10 per compensare la perdita di del credito/debito venuto a mancare dal settore privato.

Ecco in questo grafico di circa 100 anni c'è la storia economica del mondo, le crisi e le guerre e come l'espansione del credito/debito e quindi della creazione di moneta ha influito sulla economia USA e quindi del mondo. Ecco la ragione del comportamento di Bernanke, che come presidente della FED e come grande studioso della crisi del '29 non vuole ripercorrere gli stessi errori fatti dal sistema americano che di fronte alla crisi ridusse sostanzialmente il credito schiacciando definitivamente l'economia USA. Per Bernanke lo stato deve essere anticiclico e quindi deve compensare il calo del settore privato con l'aumento del debito pubblico.

Venendo ad oggi, il QE di Bernanke non crea moneta, ma sostiuisce moneta pubblica a moneta privata che è venuta a mancare a causa della crisi finanziaria e alle difficoltà delle banche di fornire nuovi crediti.
Allo stesso modo si è comportata la BOE e la BOJ e anche la Banca Centrale Svizzera e quella Cinese, mentre la BCE no (solo parzialmente e in ritardo).
Venendo a mancare moneta la recessione UE è peggiorata moltissimo.

Naturalmete quella finanziaria è solo una gamba su cui poggiare lo sviluppo. Per crescere in maniere sana è necessaria anche la gamba dell'economia reale, quella delle industrie e dei servizi che devono riprendere a crescere e lo devono fare in modo efficiente. Ma senza la spinta della finanza e del mondo pubblico non ci può essere una ripresa. La crisi UE si avviterà su se stessa. 

Questo è il primo articolo del Blog sugli aspetti macroeconomici e finanziari. Molte persone non comprendono l'influenza fortissima della finanza sulla vita economica e l'effetto che può avere verso la crescita oppure fortemente recessivo. In questo piccolo blog si cercherà di mettere insieme le due cose e di farne comprendere le interrelazioni.

mercoledì 12 settembre 2012

La produzione Industriale Italiana continua a diminuire con forza

Fonte Istat
La Produzione Industiale in Luglio 2012 diminuisce di oltre il 7% rispetto allo stesso periodo del 2011.
Questo è l'indicatore principale della crisi in atto.